09 Dicembre 2009
TEATRO - La compagnia Fabula Saltica porta in scena, in omaggio al primo centenario dei Ballets Russes, PULCINELLA balletto in un atto per piccola orchestra e voci soliste di Igor Fëdorovič Stravinskij.
15 dicembre 2009, ore 20.30
Teatro Goldoni
San Marco 4650/b - Venezia
Pulcinella e Tiepolo, Stravinsky e Venezia: sono queste le coordinate entro le quali il coreografo Claudio Ronda gioca le proprie carte per il nuovissimo allestimento di “Pulcinella”, il balletto, su musiche di Igor Fëdorovič Stravinskij, coreografato il 15 maggio 1920 all'Opéra di Parigi da Léonide Massine.
L'allestimento, oggi realizzato dalla compagnia Fabula Saltica, si avvale della direzione d'orchestra del Maestro veneziano Marco Paladin, e debutta in prima assoluta Martedì 15 dicembre 2009, alle ore 20.30, al Teatro Goldoni di Venezia.
La “prima” del balletto è preceduta dall'esecuzione della “Serenata per archi”, op. 48, di Pëtr Il'ič Čajkovskij, con l'Orchestra Musica Venezia, diretta da Marco Paladin. Lo spettacolo è parte del progetto “Diaghilev a Venezia”, ideato e curato dalla studiosa Roberta Reeder, ed è prodotto e organizzato dall'Associazione Culturale Musica – Venezia, in collaborazione con il Comune di Venezia.
Il Direttore Artistico dell'Associazione, Roberta Reeder, intende così rendere un suo personale e sentito omaggio al primo centenario del debutto, a Parigi, dei Ballets Russes. La leggendaria compagnia di danza, fondata dall’impresario Serge Diaghilev, fu attiva infatti dal maggio 1909 fino alla morte di questi, avvenuta nel 1929 a Venezia. Ed è in questa città, da lui amata più d'ogni altra, nel cimitero di San Michele, che si trova la tomba di Diaghilev, lì tumulato accanto a Stravinskij.
L'allestimento di Claudio Ronda rinnova la sinergia tra danza, musica e pittura creata, nelle produzioni dei Ballets Russes, dai maggiori artisti del primo '900. In un elenco ben più ampio, denso di personalità che hanno arricchito il nostro secolo con un patrimonio artistico e culturale inestimabile, si citano, tra gli altri, i nomi di Picasso, Braque, Matisse, Prokof’ev, Milhaud, insieme ai coreografi Fokine, Nijinskij, Balanchine. Il “Pulcinella” firmato da Claudio Ronda conserva intatta la partitura firmata da Stravinskij (ispirata da pagine di Giovan Battista Pergolesi e di autori napoletani fra '600 e '700). Invariati sono anche l'intreccio originale, derivato dai canovacci della Commedia dell'Arte, e i personaggi dell’azione: Pulcinella, l'amata Pimpinella, le giovani Rosetta e Prudenza, con i rispettivi fidanzati Coviello, Florindo e l’amico Furbo. Unica modifica è nel luogo del racconto, da Napoli trasferito a Venezia. Perchè questa scelta? Perché un preciso riferimento, estetico e culturale, nelle scelte di Claudio Ronda è costituito dal grande ciclo, fitto di disegni e affreschi, dedicati a Pulcinella e realizzati dal grandissimo pittore veneziano Giandomenico Tiepolo (1727-1804), nella sua villa di Zianigo (ora conservati a Cà Rezzonico). Nei “Pulcinella innamorato”, “L' altalena di Pulcinella” e “La cavalcata dei Pulcinella”, tra gli altri titoli, realizzati tra il 1793 e il 1797, Giandomenico trasfigura il tramonto di Venezia, da lui avvertito con chiarezza.
Nel denso spessore umano di quelle caricature, così vicine alle commedie di Carlo Goldoni, emergono infatti in chiave grottesca i guasti della società del tempo. Il lungo cappello, la maschera e la casacca bianca di Pulcinella simboleggiano dunque la sincerità e l'immediatezza del popolo veneziano, che contempla, fra ironia e amarezza, la rovina della Repubblica. È in questa nuova cornice di spazio e tempo, illustrata, in origine, da Giandomenico Tiepolo con il suo acuto spirito di osservazione, con il suo umorismo velato da una sottile patina di malinconia, che Ronda colloca la sua “commedia balletto”. Imprevisti lieti e drammatici, amori contrastati, false morti e intrighi, scherzi e imprevisti “segnali” dal Mondo Nuovo, ci parlano di vicende e di uomini che, pur collocati alla fine del '700, trovano un preciso referente con l'attualità. Perché Pulcinella, in questo allestimento, si rivela protagonista a tutto campo: attore e spettatore di se stesso e delle proprie trovate, maschera e smorfia più vera e umana di tutti gli altri coprotagonisti, in bilico costante fra riso e pianto, elemento non conformista in una società congelata da paure, ignoranze e incomprensioni. Nella pura immagine di irrequietezza che “è” Pulcinella, l’elemento realistico popolare si fonde con l’artificio teatrale, e si rivolge direttamente a quanti vedono ancora la possibilità, nella vita, di continuare a giocare, di mescolare fantasia e amore, poesia e comicità, sentimento e riflessione.
Per informazioni: www.musicavenezia.org
tel. 041.2759325
Compagnia Fabula Saltica
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